L’intervento seguente differisce da ogni mio pensiero o invenzione, tuttavia racchiude in sè
i pensieri di grandi studiosi e scrittori che hanno lasciato un segno importante nel mondo,
un segno del quale, però, poche persone al giorno d’oggi conoscono la reale esistenza,
poichè sono troppo impegnate a riguardare se stesse e le patetiche menzogne che tutt’ora
il Mondo propone loro..
 
Il Decadentismo
 
Negli ultimi due decenni dell’ottocento si era sviluppato, a partire dalla Francia, il movimento
culturale e letterario del Decadentismo, dal termine "decadente", e sorto in seguito alla crisi
del Romanticismo e del positivismo.
Un gruppo di intellettuali d’oltralpe, facenti guida Paul Verlaine, avvertendo il generale clima
di decadenza della loro epoca, e richiamandosi essenzialmente alla poesia di Rimbaud e di
Baudelaire (padre dei Poeti Maledetti), esprimono il proprio malessere esistenziale provocando
la mentalità e i valori positivisti della società borghese. I decadenti, comunque, anzichè
sostanziare la propria visione antiborghese, sembrano compiacersi e cullarsi nel proprio
inguaribile scontento, in un senso diffuso di abbandono e di sfiducia, nella convinzione
irriducibile che il mondo stia ormai precipitando verso la fine. Rovina, cupo scoramento,
sconforto e totale disistima nell’agire umano costituiscono il "succo" del Decadentismo, mentre
la convinzione di dover salvare dalla distruzione quanto di bello, raffinato ed elegante ancora
sopravvive nella società si rivela lo scopo precipuo dell’intellettuale decadente. Quest’ultima
affermazione ci porta così ad inoltrarci nel ramo più importante del Decadentismo…
L’Estetismo..
Esso è la nota dominante della nuova era della cultura europea del tempo, del quale sono
forti sostenitori il francese Des Esseintes e l’inglese Dorian Gray, i quali, per sfuggire alla
realtà circostante di cui rifiutano le grette consuetudini, creano per se stessi un mondo a parte,
fatto di raffinati passatempi, di un modo di vivere ricercato ed eccentrico, di un culto quasi
morboso dell’arte e del piacere estetico.
 
Ed in seguito alla grande rivoluzione culturale di fine ottocento si ebbe la nascita della Psicoanalisi…
 
Albert Einstein
 
Ai primi del novecento dal mondo delle scienze naturali giungono clamorose scoperte: con la sua
"teoria della relatività" lo scienziato tedesco Albert Einstein dimostra, fra lo stupore generale,
l’assoluta convenzionalità delle categorie del tempo e dello spazio, i cui valori, fino ad allora
ritenuti oggettivamente validi, si scoprono invece "relativi". Il venir meno d’ogni certezza
addirittura nell’ambito di materie come la fisica e la matematica, cambia dal profondo la
sensibilità e il modo di pensare dell’uomo.

Sigmund Freud

 
Nel frattempo si svolgono gli studi, altrettanto rivoluzionari per le scienze, del medico viennese
Sigmund Freud, artefice del totale sovvertimento dei risultati raggiunti dalla psicologia positivista.
Freud sostiene l’esistenza, nella psiche d’ogni uomo, di una particolare dimenzione interiore detta
"inconscio", la quale, sfuggendo a qualunque controllo, determinerebbe i comportamenti e le
azioni dell’individuo. La riflessione di Freud porta alla nascita della psicoanalisi o psicologia del
profondo, disciplina finalizzata allo studio di questa dimenzione sconosciuta e insondabile; essa,
chiaramente, non si fonda su dati oggettivi, dal momento che gli elementi per l’analisi risiedono
all’interno del soggetto, manifestandosi solo parzialmente attraverso fenomeni incontrollabili quali
sogni, dimenticanze, lapsus, tic, ecc… La vita cosciente svolta dall’individuo, dunque, non sarebbe
altro che una "razionalizzazione" di quella inconscia, le cui origini risalirebbero ai primigeni bisogni
infantili, essenzialmente egoisti e naturalmente ostili alle regole imposte dalla vita comune. Tale
teoria spiegherebbe inoltre le motivazioni ancestrali dello sviluppo della storia umana..
 
Carl Gustav Jung
 
Negli anni a venire la psicoanalisi subisce ulteriori sviluppi, grazie anche alla psicologia di Gustav Jung,
prima sostenitore di Freud, poi diretto avversario. La teoria di Jung si differenzia da quella freudiana
per le diverse motivazioni che, secondo lo studioso, sarebbero alla base dell’inconscio; esse, infatti,
trarrebbero origine non dalle primigenie pulsioni infantili, ma dal sedimentarsi delle esperienze
primordiali dell’umanità.
 
Questi studiosi, rispettivamente nel campo delle scienze naturali e in quello delle scienze umane,
testimoniano il clima di rinnovamento che percorre l’inizio del novecento e che ritrae un’immagine
inedita della realtà che, ad oggi, spesso viene trascurata, erroneamente però, poichè  l’inconscio è
qualcosa di inspiegabile, ma non occultabile, in quanto parte di noi…
 
 
 
 
 
 
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...